Spagna, nuovo governo senza maggioranza, borse in crisi

Ieri domenica 20 dicembre in Spagna si sono svolte le elezioni per determinare il nuovo governo. Con un risultato storico il bipolarismo Pp-Psoe che ha governato la penisola iberica per più di 40 anni dai tempi della dittatura, è stato destabilizzato portando alla vittoria il premier uscente Mariano Rajoy ma senza ottenere  la maggioranza di governo. Questo evento ha scatenato una reazione a catena nel mercato azionario che ha visto l’indice Ibex 35, aprire a -2,5%.

L’incertezza politica di uno stato ha da sempre ripercussioni anche sulla sua economia e di conseguenza sull’andamento dei titoli quotati in borsa, ma in un paese già provato dalla crisi più grave dell’ultimo secolo, un’ instabilità politica è un evento da evitare assolutamente. Per questo motivo se il governo attuale non riuscirà a stringere alleanze solide per poter tornare ad amministrare efficacemente il paese, le conseguenze potrebbero essere molto gravi.

Il re Filippo IV sta infatti pensando di intervenire come mediatore fra le forze in campo per agevolarne l’interazione e l’eventuale coesione. Risultato tutt’altro che facile da ottenere, sopratutto per la marcata diversità delle forze politiche in gioco che hanno ottenuto la maggior parte dei voti. Una possibile alleanza, già prospettata da tempo è quella fra Pp e Psoe, le due maggiori forze contrapposte ma che hanno saputo trovare accomodamenti a vicenda. Si ipotizzano anche alleanze di schieramento, centro destra con Pp-Ciudadanos e di centro sinistra fra Psoe-Podemos.

Insomma il panorama governativo spagnolo è altamente incerto e l’economia, non solo iberica ma anche mondiale, ne sta risentendo. Sarà in grado Rajoy di creare un governo stabile in breve tempo?

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