Referendum Trivelle, cosa è andato storto?

Come tutti saprete, la domenica dello scorso 17 aprile è stata dedicata al Referendum Trivelle. Noi cittadini italiani siamo stati chiamati alle urne per decidere sul destino delle concessioni alle trivellazioni petrolifere limitrofe alle coste del nostro Paese.

Il risultato è stato una schiacciante vittoria per i si con ben l’85% che però è stato annullato per il mancato raggiungimento del quorum, si sono infatti presentati alle urne soltanto il 30% circa degli italiani. Cosa ci dovrebbe far comprendere quindi questo risultato?

Le analisi dei politici post Referendum Trivelle

Gli esponenti del PD, che avevano invitato all’astensionismo, cercano di tirare acqua al proprio mulino, scambiando il mancato raggiungimento del quorum per un’ adesione da parte degli italiani alle loro idee di governo, ma la verità è che (salvo per i comuni direttamente interessati dalle trivellazioni nei quali il quorum è stato più o meno raggiunto), ai cittadini non importa nulla delle trivellazioni.

Molti non hanno compreso che votare SI avrebbe dato un messaggio chiaro ai politicanti di quanto la gente voglia veder realizzate nuove politiche energetiche che puntino alle fonti di energia rinnovabile, alle energie pulite e alla salvaguardia dei nostri mari e del territorio.

Purtroppo lo sappiamo, la maggior parte di noi italiani sono più interessati alle vicende della loro squadra di calcio del cuore piuttosto che al futuro di noi giovani e delle generazioni a venire. Questo referendum è costato diversi miliardi che tutti abbiamo pagato senza alcun motivo visto che non si è giunti ad alcun risultato concreto.

Quello che serve all’Italia è un cambio di mentalità generale e forse anche un tocco di nazionalismo in più. Siamo il paese che ha insegnato al mondo l’arte, la letteratura e la cultura del buon cibo, dovremmo veramente ritrovare un po’ di orgoglio nazionale e spingere per affermare le nostre idee e tornare a crescere.

Santa Napolitani Autore

Curatrice editoriale per lavoro, arredatrice per passione. Da oltre 20 anni sono attiva nel settore giornalistico a più livelli, avendo iniziando nella redazione de "Il Messaggero" come corrispondente. Oggi sono la responsabile editoriale di varie testate online.

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