Piano buche della Capitale: può funzionare?

L’inverno non è stato certo cordiale con la Capitale, causando la comparsa di innumerevoli buche dopo le gelate e le piogge dei mesi scorsi. In molti si chiedono se il piano per le buche di Roma presentato recentemente in Campidoglio, sia davvero efficace per eliminare il problema ma non tutti ne sembrano convinti.

Piano buche a Roma: 150 interventi al giorno

L’assessore ai Lavori Pubblici, Margherita Gatta ha recentemente presentato all’assemblea dei municipi capitolini il suo “Piano Marshall” per intervenire sulle oltre 50.000 buche comparse nelle strade della Capitale. Il piano per le buche di Roma prevede 150 interventi al giorno, con operai e mezzi impegnati nelle riparazioni.

Questa strategia di intervento è stata finanziata con circa 17 milioni di euro ma è proprio qui che i più scettici sono intervenuti. La preoccupazione espressa per il provvedimento è corale da tutte le opposizioni, poiché i fondi stanziati sarebbero troppo esigui per riuscire a coprire efficacemente tutti i chilometri di strade coinvolti.

Alcune testimonianze hanno riportato infatti interventi approssimativi, fatti male e con mezzi di scarsa qualità. Una sorta di “toppa” insomma più che un vero e proprio risanamento dell’asfalto. Gli operai in sostanza, devono girare per la città, riempiendo le buche con asfalto a freddo e compattarlo con l’uso di pale o nel peggiore dei casi, coi piedi.

Insomma il piano buche per Roma sembra fare acqua da tutte le parti, soprattutto se si considera che questi interventi lasciano il tempo che trovano, visto che alla prossima gelata la situazione potrebbe ripresentarsi uguale a prima.

Intanto i cittadini devono fare a zig zag per evitare strade che sembrano bombardate da colpi di mortaio, devono pagare ingenti spese di riparazione per incidenti, danni ai veicoli o alle persone. Addirittura gli autisti Atac denunciano l’impossibilità ed il rischio di lavorare in tranquillità, con molti casi di infortuni sul lavoro per via di problemi lombari.

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