Auto blu ridotte ed è polemica

Come buona parte di voi saprà, le auto blu sono automobili che il governo fornisce ai suoi dipendenti (principalmente i ministri) per agevolare i loro spostamenti ufficiali in città che abbiano scopi ovviamente legati al lavoro e non personali.

Questa agevolazione però negli ultimi anni è stata fra le più abusate, solo lo scorso anno, infatti, il numero di auto blu erano ben 159 per un numero molto più esiguo di ministeri. Considerato uno degli sprechi più cospicui da parte del governo oggi ha finalmente visto un intervento concreto.

Stando a quanto riportato infatti il numero di auto blu disponibili è stato ridotto di ben 100 esemplari, portandole quindi ad un totale di 59. Questo però ha fatto storcere il naso a parecchi esponenti delle diverse coalizioni politiche abituati ad adoperare le vetture per scopi molto più privati. Di norma esse dovrebbero essere impiegate solo ed esclusivamente per spostamenti ufficiali all’interno della città o per le trasferte legate sempre e comunque all’ ambito lavorativo.

Molti furbetti invece, come spesso accade in Italia, avevano l’abitudine di adoperare le macchine per questioni privati come fare la spesa, portare i figli a scuola, andare in vacanza…insomma di tutto e di più. Il problema è che le spese di noleggio, manutenzione, il carburante e via discorrendo vengono pagate da noi cittadini.

Senza contare che il numero elevato e non giustificato di auto blu in circolazione era davvero ridicolo e senza un reale scopo se non quello di facilitare la vita di alcuni politici furbetti e delle loro famiglie.

Marianna Madia ha quindi elencato in parlamento le nuove norme di utilizzo delle auto blu ed i tagli ad esse relative, fra le quali spiccano appunto la riduzione di 100 sopra citata e soprattutto un appunto che a molti ha fatto storcere il naso: non sarà più possibile infatti utilizzare le vetture per il tragitto casa-lavoro come fato fino ad ora. Per legge nemmeno prima si sarebbe dovuto fare, ma adesso le amministrazioni saranno obbligate a fare un rapporto dettagliato sulle contromisure adottate (entro il 29 febbraio), pena salatissime sanzioni.

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